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Alinghi a una vittoria dal trionfo, 4-2 su un combattivo team NZL

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Fonte: farevela.net

Valencia, Spagna- (ore 18:30) Eccoci al match point. Se domani, 1 luglio, vincerà la settima regata Alinghi difenderà con successo la sua Coppa America, riconquistando il diritto a organizzarla nuovamente quando, dove e come vorrà. Questa la situazione dopo l'appassionante regata di oggi, vinta da Alinghi per 28" dopo aver recuperato nella seconda bolina un iniziale vantaggio di Emirates Team New Zealand. Si è trattato di un'altra regata appassionante, con due barche e due equipaggi davvero eccellenti, tutta giocata sul filo dei secondi e di pochi gradi di vento a sinistra o a destra. Uno spettacolo, a cui anche oggi ha assistito una flotta enorme di barche spettatori, che hanno goduto della regata in uno scenario di brezza di mare da ESE tra i 10 e gli 8 nodi.

Una regata praticamente senza errori, decisa in favore di Alinghi solo per una situazione particolare a metà della seconda bolina, dopo che un'altra situazione particolare ne aveva determinato la leadership in favore di Emirates Team New Zealand nel primo lato controvento.
Fortuna? Neanche, visto che Alinghi ha sicuramente meritato il successo e il 4 a 2 attuale. Piuttosto, dobbiamo notare come questa regata sia davvero di un livello altissimo, la più bella America's Cup degli ultimi 25 anni. Una sfida aperta, con due primi attori che stanno dando spettacolo "en aguas de Valencia". A decidere, quindi, sono singoli episodi: un errore come è stato in regata 2 e 5, oppure un minimo salto di vento come in regata 6. Entrambi i contendenti approfittano delle minime occasioni che gli si presentano. Si regata sul filo dei centimetri, con una concentrazione assoluta dei pozzetti e degli equipaggi, marinai e velisti davvero eccellenti che riescono a resistere a una pressione psicologica capace di far tremare i polsi al più duro degli sportivi.

Per quanto si è visto sin qui, Alinghi è assai competitivo e può vincere nelle condizioni migliori per Team NZL, ovvero vento sotto i 10 nodi. New Zealand è competitivo e può vincere nelle condizioni migliori per Alinghi, ovvero brezza sopra i 12 nodi.
In poppa, Alinghi dimostra di avere qualche spunto in più in velocità, specialmente quando c'è qualche bella ondina da surfare, ma Emirates Tean NZl perde forse meno velocità in strambata. In bolina Alinghi guadagna in virata, mentre la velocità è praticamente identica.

Siamo 4 a 2, però, e a questo punto Alinghi è il logico favorito. Il team di Ernesto Bertarelli ha tre match point, due con vantaggio e un eventuale terzo sul 4 a 4, ma in quel caso le coronarie di molti appassionati, e ancor più di quelli che sono coinvolti per diverse ragioni di interesse legate alla Coppa, saranno a rischio. Emirates Team New Zealand ha dimostrato di poter vincere, ma anche di poter perdere, ogni singola regata. Staremo a vedere cosa accadrà domani, quando Dean Barker avrà nuovamente il vantaggio delle mure a dritta nel prepartenza.

La regata
La regata senza errori inizia in perfetto orario, appena la brezza si stabilizza sui 10 nodi da 115°. Il sole e il caldo rendono torrido il pomeriggio ma l'attesa è tanta, così come la tensione palpabile negli equipaggi. Ed Baird entra da destra e va convinto e determinato verso il dial up. Dean Barker non può far altro che mettersi prua al vento. Le due barche "scivolano" verso sinistra, una posizione rischiosa per i kiwi che potrebbero finire in trappola. Una raffica a destra consente ai due di puggiare bene, posizionandosi paralleli mura a dritta. NZL accelera e va a strambare. Alinghi puggia per presentarsi mure a dritta all'incrocio, con diritto di precedenza, ma i kiwi riescono a passare andando verso destra. SUI 100 li segue in caccia a pochi metri. Pochissimo lo spazio a disposizione dei kiwi per manovrare. Dean Barker non si perde d'animo e, dopo aver accelerato a dovere, va a strambare in faccia ad Alinghi che segue. Questione di centimetri. Nel pozzetto alinghiano sventola la bandiera di protesta. Il regolamento dice che la strambata è completata quando passa di bordo la stecca alta della randa. Sul gommone degli umpire va su la bandiera verde. Per un pelo, poteva esserci la penalità come no. In conferenza stampa Dean Barker dirà che è stata una decisione giusta con Brad Butterworth ovviamente di parere diverso. Ma tant'è. Si va avanti con NZL che ora può orzare e accelerare per partire al centro e SUI che invece va a virare per partire sopravvento e, soprattutto, con la tanto agognata destra. Si parte quindi con le barche perfettamente appaiate e al massimo della velocità. Comincia lo spettacolo.

Inizia la corsa in velocità. Lunghissimo bordo mure a dritta verso la lay line di sinistra. Decide il vento con piccoli salti, un vantaggio iniziale per Alinghi, tra i 10 e i 25 m a seconda dei salti, ma la velocità appare da subito assolutamente identica e ci sono momenti in cui la pressione entra da sinistra, dando fiato ai kiwi. Più si va avanti e più la situazione per i neozelandesi migliora. Un po' di vento a sinistra fa abbassare le prue, con Alinghi che ormai naviga molto, troppo vicino a New Zealand. Virata inevitabile, per non cadere nel vento sporco, seguita dopo un minuto da NZL. Ora la situazione è rovesciata, ma è Emirates a guadagnare. Il tiro da sinistra continua e il vantaggio di Barker cresce. Non c'è molto da fare per Butterworth se non limitare i danni e la prua eccellente di Alinghi lo consente. In boa NZL, che regala una lunghezza andando oltre lay line, gira con 14" di vantaggio.

Alinghi stramba immediatamente mentre il vento cala a 7 nodi. NZL segue, ma sul dritto pare proprio che Alinghi sia un pelo più veloce o riesca a scendere di più a parità di prua. Ed Baird guadagna ma Terry Hutchinson, il tattico americano di NZL, conferma di vivere da un mese in stato di estasi agonistica, e azzecca tutti i salti di vento andando a allungarsi a destra su un buon salto a sinistra (questione di geometria, quando si stramba e si torna all'incrocio la rotta è più puggiata, quindi più vicina alla boa). NZL resiste tatticamente alla più veloce Alinghi. Alla fine le 600 barche spettatori assistono alla scelta decisiva. NZL ha 11" di vantaggio e deve decidere: destra o sinistra? Quale boa girare, sapendo che poi Alinghi probabilmente farà la scelta opposta.

Dean Barker dirà poi che c'è stata a bordo un buon dibattito sulla decisione da prendere. La pressione favoriva la sinistra e la boa mancina era un po' più vicina. A destra c'era il diritto di precedenza. A scegliere, quindi, sono i kiwi e vanno per la sinistra, mentre Butterworth ovviamente va, ben felice, a destra. Inizialmente la scelta premia NZL che, dopo aver virato, si alza fino a 3 lunghezze di vantaggio con la lay line che si avvicina inesorabilmente. Tutti sanno che se Emirates arriva sin lì in testa i giochi saranno fatti, ma non sarà così. Come detto più volte, anche in una giornata di guadagno a sinistra prima o poi nella "tarde" valenciana un giro o un po' di pressione da destra arriva. Per Butterworth è vitale che ciò si concretizzi nei prossimi 5 minuti ed ecco qui: appena Alinghi abbassa la prua, Butterworth, da campione qual'è, vira e va a incrociare. Non è un vero e proprio salto di vento, ma solo maggior pressione da destra. 8-9 nodi invece dei 7-8 che ha NZL a sinistra. Un'inezia, ma tanto basta per alzare la prua e diminuire il distacco. "Con queste barche - spiegherà poi in conferenza stampa un chiaramente soddisfatto Butterworth, skipper e tattico di Alinghi - piccole differenze di pressione fanno grandi differenze di prua. A destra abbiamo trovato una buona pressione e questo è quanto oggi ha fatto la differenza". All'incrocio, quindi, NZL è avanti ma non riesce più a incrociare. Vira quindi in prua ad Alinghi che torna a destra. Così per due volte, ma a ogni virata (manovrà in cui SUI 100 appare più rapida) Alinghi si avvicina. Al terzo incrocio, Emirates non può più dare vento sporco ad Alinghi e deve virare sottovento. E' il momento decisivo. La coppia procede ora mure a dritta verso la boa. Emirates ha disperatamente bisogno di un salto a sinistra che non arriva. Il vento resta stabile, ma la posizione sopravvento di Alinghi è solida e i buoni spunti della barca kiwi non consentono di colmare lo svantaggio. In boa Alinghi conduce bene con 16" di margine. Manovre perfette di issata e consueta buona velocità di SUI 100 in poppa. Terry Hutchinson attacca in 9 strambate ma Butterworth si difende alla grande. Un salto di vento verso la fine sembra riaprire i giochi con New Zealand che arriva da 100 a 20 metri, proiettando l'ombra del suo gennaker rosso sulla poppa del defender. Tensione al massimo ma i kiwi decidono di strambare per primi tornando a destra dove però perdono tutto quanto avevano guadagnato. Alinghi non si scompone (si notano tutte le Coppe Americhe disputate e vinte da questo super-equipaggio) e va a strambare verso la vittoria per 28". 4 a 2 per Bertarelli e match point. Anzi due match point più l'eventuale bella.

Le dichiarazioni
Warwick Fleury, randista di Alinghi
“E’ veramente difficile. Non ricordo nessuna regata con questa intensità. E’ davvero incredibile, stavamo parlando proprio oggi di quante volte si sono verificati capovolgimenti di fronte. Non ci sono precedenti e questo lascia ben capire quanto i due team siano vicini in termini di preparazione”.

Dean Barker, timoniere NZL
"Una piccola differenza di pressione e piccoli salti fanno enormi differenze in queste condizioni. L'angolo in bolina cambia moltissimo. Certamente non ci aspettavamo così tanta differenza all'ultimo momento durante la seconda bolina ma così sono le regate a volte. Su Alinghi hanno fatto tutto benissimo nel momento giusto prendendosi il massimo dalle opportunità che c'erano là fuori".

"Noi siamo positivi come le circostanze ce lo consentono. E' dura perdere regate quando si è in testa per 3 boline su 6 e così siamo 2-4 e loro hanno fatto un lavoro migliore per convertire al meglio le loro percentuali. Credo che se c'è una possibilità noi siamo ancora un team molto pericoloso. Ho molta fiducia nei ragazzi e in tutto il nostro team e credo fermamente che possiamo ritornare in gioco. E' dura perchè loro sono un team fortissimo e se c'è un'opportunità loro sono esattamente nel punto giusto per coglierla. Non stiamo navigando male, è solo che occorre prendere al volo le occasioni... ma abbiamo il 100% delle possibilità di rientrare in gioco domani".

Domani Emirates Team New Zealand entrerà nuovamente da destra. La meteo parla di cielo leggermente nuvoloso e brezzasa SSE sui 9-11 nodi.

XXXII Coppa America

Regata 1 (vento 13/75° - 10/70° - 13/75°)
Alinghi SUI 100 batte Emirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'35"

Regata 2 (vento 10/110° - 9/113° - 10/105° - 10/110° - 11/103°)
Emirates Team New Zealand NZL 92 batte Alinghi SUI 100 delta 0'28"

Regata 3 (vento 9/105° - 7/122° - 9/125° - 6/100° - 7/100°)
Emirates Team New Zealand NZL 92 batte Alinghi SUI 100 delta 0'25"

Regata 4 (vento 9/75° - 9/72° - 9/75° - 9/65°)
Alinghi SUI 100 batteEmirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'30"

Regata 5 (vento 14/125° - 15/125° - 14/115° - 15/125°)
Alinghi SUI 100 batteEmirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'19"

Regata 6 (vento 10/115° - 7/105° - 8/110° - 8/115° - 7/110°)
Alinghi SUI 100 batteEmirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'28"

Partenza NZL/SUI 0'00"
Bolina 1 NZL 0'14"
Poppa 1 NZL 0'11"
Bolina 2 SUI 0'16"
Arrivo SUI 0'28"

Situazione (al meglio delle 9 regate, chi ne vince prima 5)
Alinghi 4
Team NZL 2

Domani 1 luglio
Regata 7, ore 15

Ultimo aggiornamento ( sabato 30 giugno 2007 21:19 )