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Alinghi-Emirates Team new Zealand 5-2, cronaca di una giornata storica

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Fonte: farevela.net

Alinghi rientra nel porto in festa Valencia, Spagna- (ore 20:30) Non poteva finire meglio di così questa XXXII America's Cup. Una regata memorabile, conclusasi per un solo secondo a favore di Alinghi, che ha lasciato il Trofeo più antico dello sport nella mani di Ernesto Bertarelli, Brad Butterworth e di tutta la multinazionale alinghiana. Una giornata vissuta sul filo del rasoio delle emozioni, intense come la brezza che alle 3 del pomeriggio riempiva le vele dei due contendenti. 16 nodi, il massimo visto sin qui in questa Coppa, con il mare bianco delle creste che si rompono e della spuma che le prue di SUI 100 e NZL 92 aprono al loro passaggio. Uno spettacolo indimenticabile, che entra di diritto, a 13 nodi di velocità (quanta ne facevano oggi in poppa le due barche) nei libri della storia di questa regata, e forse anche nelle memorie di tutto lo sport. Ricordate, diremo magari tra qualche anno, la settima regata della XXXII Coppa America? Così pazza e imprevedibile da essere quasi irreale, come se una finale dei Mondiali finisse con un gol all'ultimo minuti dei tempi supplementari. Eccoci, quindi. A Valencia, Mediterraneo spagnolo, 16 nodi di calda brezza da Sud Est, 31 gradi si sole accecante, 3 luglio 2007, giorno di San Tommaso, ore 14:49. Eccoci qui, questa è l'ora in cui inizia la regata più bella della storia recente della Coppa America.

La regata del secolo
L'equipaggio di Alinghi alza la CoppaVento da 140°, 16 nodi con raffiche a 18. Finalmente il mare è bianco, come si conviene ai veri marinai. Alinghi contro Team New Zealand, Europa contro antipodi, due modi opposti di vedere questo evento che si sfidano. Sia SUI 100 che NZL 92 issano le rande da vento forte, lo si nota facilmente osservandone la parte alta (molto più stretta del solito, un 2,7 m contro 4). Non sono vele, ma vere e proprie ali che consentono angoli impossibili, con le due barche che nei minuti appena precedenti lo start provano il campo in uno spettacolo che si annuncia davvero speciale. Tutti vorrebbero che la Coppa restasse qui in Europa, ma sono in molti ad apprezzare la forza e il modo in cui Emirates Team new Zealand sta rendendo indimenticabile questa finale. Lo sfidante migliore che si potesse immaginare per la corazzata alinghiana. Alle 14:55, in perfetto orario, Emirates Team New Zealand entra da destra. Alinghi da sinistra. La precedenza è quindi di Dean Barker che si avventa subito su Ed Baird, evitando il dial up come già nella quinta regata. Il timoniere di Alinghi si lascia sorprendere ancora una volta. Barker puggia sotto la poppa di Alinghi. Baird accelera (con il vento forte di oggi è presto fatto) e cerca di scappare verso destra con Barker che dopo aver virato si getta in caccia. Come un gatto fa con il topo, il timoniere kiwi insegue il rivale americano che cerca di tuffarsi tra le barche spettatori, ma oggi sono un po' meno del solito (peccato per loro perchè stiamo per assistere a qualcosa di indimenticabile) e non resta che girarsi, tirar su la testa e accettare lo scontro. Così Baird fa, riuscendo a riaprire una partita che sembrava persa. Manovre concitate sull'orlo dei 10 nodi e situazione ormai chiara: a un minuto Alinghi è a destra sopravvento e NZL a sinistra sottovento. Si parte quando Dean Barker, l'ex ragazzo di Auckland pupillo di Russell Coutts, deciderà che è il momento per farlo. Ci sarebbe la possibilità di chiudere fuori Alinghi, ma la linea è troppo vicina e il tempo ancora molto, 40 lunghissimi secondi che devono passare uno per uno. Un'eternità per riuscire a tener fermi dei mostri di carbonio di 24 tonnellate che con questo vento accelerano non appena si gira il timone e si cazzano le vele. Ai 20 secondi Barker decide che è arrivato il momento e scatta accelerando, seguito da Ed Baird.

Barche assolutamente appaiate sulla linea allo start, in piena velocità. L'adrenalina inizia a scorrere a fiumi, quasi come fosse il Turia che straripa (come era solito fare negli Anni Sessanta prima che lo deviassero lasciando il posto a questa vivibilissima città giardino) inondando le strade di Valencia. Un lungo bordo mure a dritta, con le due barche appaiate e un leggero vantaggio per Alinghi. 16 nodi di vento, le prue altissime. la coppia procede praticamente controvento. Dopo 4'10" di apnea ecco che arriva il primo vantaggio per la barca neozelandese, che approfitta della sua posizione sottovento che consente di accelerare più facilmente. La prua di Alinghi inizia a cadere, ma è anche vero che resistere per 5 minuti in quella posizione è già un capolavoro. Siamo alla dimostrazione del teorema: queste sono le due barche migliori della flotta, non è SUI 100 che è meno veloce di quanto si pensava, è NZL 92 che è magnificamente preparata e siamo sul filo dei metri. Ogni centimetro guadagnato è frutto di dura lotta. Ogni distrazione costa qualcosa. Simon Daubney, il tailer in bolina di Alinghi, non stacca gli occhi dai filetti. Così Grant Lorentz, il suo corrispettivo su NZL. Ed Baird, con i suoi occhiali alla matrix che ricevono in diretta tutti i dati di bordo, e Dean Barker, la cui grinta è ben visibile sotto le lenti scure, hanno le mani ferme e il cervello attento. Ogni piccolo istante pèuò costare la regata. Ogni minima indecisione provocherebbe un disastro. Una bella pressione, non c'è dubbio, che i due affrontano magnificamente dando vita a un duello che resterà. Il meglio della vela professionistica qui, nel mare di Valencia, alle 15, 5 minuti e 40 secondi del pomeriggio. Questo è l'istante in cui Alinghi non regge più e deve virare andando a destra. Il vento è stabile e ci si gioca tutto, come già in regata 6, sulla pressione e su minimi salti.

New Zealand è veloce, 10 nodi di media, e prosegue un po' a destra. Il vantaggio è di 20 metri. Guardando le due barche si capisce però che la posizione da destra di Alinghi è tatticamente forte. Brad Butterworth sa che per incrociare servirà un margine di almeno 40 metri e finche non si arriva a tanto il diritto di precedenza di chi sta a destra consente di reggere. Dopo 1' 24" di separazione, vira anche New Zealand, ottima e bella barca il cui l'appoppamento dell'albero (rake per i tecnici) le conferisce quella stessa grazia che possiede anche la perfetta replica della goletta America (quella che nel 1851 dette inizio a questa leggenda dello sport) che da ieri se ne sta ormeggiata di fronte al Veles e Vents.
Dopo 11 minuti di bolina si procede ora mure a sinistra, con i kiwi in vantaggio di 30 m. Le velocità sono incredibilmente uguali, queste barche (almeno queste due) sono ormai dei monotipi e l'azione è diretta. Chi naviga bene va avanti chi sbaglia resta dietro.
A 11' 40" di bolina Alinghi vira quando è 50 m sotto ma all'incrocio NZL non ha acqua per attraversare e vira in prua agli svizzeri che se ne tornano a destra. Così per altre 3 volte nella classica schermaglia di virate, prima 28 m, poi 25. Non bastano. L'angolo formato dalle due prue che incrociano è acuto, sui 55° diviso per due. Incredibile per qualsiasi altra barca a vela. Un leggero salto a sinistra dà 40 m di vantaggio ai kiwi. Sono le 15:19 e 41 secondi quando si va all'incrocio decisivo. Se NZL riesce a far virare ancora Alinghi sarà lui ad arrivare per primo in boa, altrimenti si vedrà.
Il vantaggio diminuisce con la prua di Alinghi altissima che mette tutto l'extra angolo di cui dispone. Se il trim tab, l'aletta della chiglia che serve per diminuire l'angolo con il vento, parlasse probabilmente urlerebbe di dolore per il lavoro straordinario a cui è sottoposta. Il risultato è che i 15 m di vantaggio dei kiwi, mezza barca, portano a una virata un po' troppo sottovento che consente ad Alinghi di resistere al vento. Un duello stratosferico, se Alinghi arriva in quella posizione alla lay line di sinistra è fatta. Avrà la possibilità di virare per primo e dirigere alla boa. Per NZL è vitale cercare di far virare gli svizzeri. Dean Barker orza, ovvero stringe il vento quanto umanamente e tecnologicamente è possibile. La linea di non ritorno si avvicina inesorabilmente e Alinghi riesce a resistere, sovvertendo le leggi della fisica, fino a virare proprio sulla lay line. Di lì si arriva alla boa senza ulteriori manovre. Anzi, Ed Baird approfitta della posizione sottovento (anche NZL ha ovviamente virato in contemporanea) per orzare, come il regolamento gli consente, per difendere il suo vento e l'interno in boa. Tra i tanti pregi di questo match c'è infatti anche quello di un ripasso sintetico del regolamento di regata. Se le due barche prendono la boa, Alinghi è interno e avrà la precedenza. Per assicurarsene Ed Baird orza, stringe il vento non una ma due volte, tre volte, con NZL 92 che deve rispondere lasciando acqua libera. Quel tanto che basta per poi puggiare e lanciarsi verso la boa, che va a girare con 7 secondi di vantaggio. Una lunghezza su NZL che schiuma rabbia per aver visto sfuggire proprio alla fine una bolina altrimenti ottimamente condotta.

Vanno su gli spinnaker, finalmente dopo decine di regate con i moderni ma anche meno affascinanti gennaker. Quei bei palloni gonfi di vento che portano le barche in discesa a 13 nodi. Ogni onda è vitale, ogni accelerazione importante. Stavolta sono gli occhi di Lorenzo Mazza, tailer fiorentino di Alinghi, a non staccarsi mai dalla vela. Le due barche spaccano le onde. Bianca di spuma è a scia. Perfetto il lavoro degli equipaggi di 17 uomini che si muovono come un solo essere. Tatticamente Terry Hutchinson, il ragazzo americano che ha spento un mese fa i sogni di Luna Rossa, sta preparando l'attacco. Inizia cercando di sporcare l'aria, muovendo la sua barca, per mano del timoniere Barker, quanto basta per proiettare il cono di rifiuti sulla vela di Alinghi. Le due vele, la bianca di Alinghi e la rossa di NZL, sembrano una sola tanto sono vicine. Il lungo bordo mure a sinistra finisce quando, dopo 31' 31" di regata Alinghi stramba per tornare verso il centro. NZL continua e stramba dopo 45", in contemporanea con un nuovo cambio di direzione del defender. All'incrocio sono 40 i metri di margine per Alinghi che segue l'ordine di Brad Butterworth, il suo tattico e skipper, per tornare a sinistra. All'incrocio successivo siamo molto a destra e, dopo aver sporcato ben bene il vento svizzero, occorre scendere quasi in poppa piena verso la boa. Qui arriva il capolavoro tattico di Hutchinson, che si ritrova interno e inizia a scendere al massimo mure a dritta verso la boa fino a riuscire a ingaggiarsi, ovvero ad affiancarsi ad Alinghi. Da quella posizione NZL ha margini verso destra, Alinghi verso sinistra. Ma New Zealand scende alla grande e rompe l'ingaggio, ovvero in termini facili sorpassa Alinghi, quindi può dirigere verso la boa che preferisce. NZL ha una lunghezza di vantaggio e può scegliere. La sua opzione è per la boa di sinistra, con Alinghi che va ovviamente verso quella di destra, girata con 14" di ritardo.

NZL a sinistra e SUI a destra. Dopo un minuto vitano i kiwi in 13-15 nodi di vento e il vantaggio è sui 40 metri, ma Butterworth, che a questo punto non incrocerebbe, si guarda bene dal virare. La faccia di Baird, nascosto sotto gli occhiali alla Keanu Reeves, è impenetrabile. Quasi un automa al timone. Quella di Murray Jones,The Captain, lo stratega di Alinghi, pare più preoccupata, come dire "questi kiwi (anche lui lo è) regatano davvero bene e qui è dura". Sa benissimo che se non arriva un po' di pressione da destra saranno guai. ma siamo a Valencia, alle 15:44 del pomeriggio quando qualche salto a destra, come aveva insegnato Torben Grael nella semifinale contro BMW Oracle, arriva. Non è un giro di vento, però a decidere la bolina, è un misto della supervelocità di Alinghi e di un po' più di pressione da destra che consente ad Alinghi di ridurre il margine. Philippe Presti, il secondo timoniere di Luna Rossa imbarcato sulla barca media, sorride di piacere velico. Che spettacolo. Le lame delle vele che risalgono il vento valenciano. Ci risiamo, se NZL non incrocia saranno problemi. Alinghi vira alle 15:46 e New Zealand vira in prua. Sembra una fotocopia della prima bolina. A ogni virata il vantaggio dei kiwi diminuisce (eccola la pressione da destra...): 28, 22, 18 metri. Alle 15:54 Alinghi torna mure a dritta ma NZL non vira perchè Hutchinson sa che non riuscerebbe a far virare il rivale. Si va avanti con le due barche distanti. NZL ha una trentina di metri di vantaggio che diventano dopo 5 minuti di sofferenza, per i rispettivi tifosi (di esaltazione per gli amanti della vela) solo 19. Incredibile: due barche dalle linee così diverse, più squadrata Emirates, più tonda Alinghi, arrivano ad avere una velocità identica. Che questa formula di stazza sia davvero arrivata alla fine? probabile, ma una fina gloriosa, con la più bella regata di Coppa che si ricordi. Quando scocca l'ora di regata un piccolo destro avvantaggia Alinghi che scende a 15 m di ritardo. Poi un po' di sinistro regala 27 metri di vantaggio e di incertezze ai neozelandesi. Che fare? Un bel problema. Siamo quasi in lay line. Non si incrocia.

Alle 16:01 e 40 secondi arriva il momento della vendetta per Ed Baird, timoniere sin'ora nell'ombra. NZL è in lay line e deve virare, potrebbe attendere la virata di Alinghi ma significherebbe gettare acqua al vento (che intanto sta calando). Si decide per virare e puggiare immediatamente per incorciare la poppa di Alinghi, rivirare subito e conquistare così l'interno in boa e il diritto di precedenza. La famosa "Slam Dunk" che aveva reso celebre, prima del tracollo contro Luna Rossa, Chris Dickson, il timoniere di BMW Oracle. Dean Barker forse si dichiara con troppo anticipo e Ed Baird (o Brad Butterworth, non ci è dato di sapere chi è l'ispiratore di tale capolavoro) puggia ugualmente. Alinghi a le mure a dritta, NZL a sinistra e deve cedere passo. Incredibile. le due barche si disinteressano completamente della boa e si puntano, nel bel mezzo del mare della Malvarrosa. Sembra un'autoscontro, con la differenza che una delle due (NZL) è obbligata a cedere la strada. Ed Baird compie l'impresa di puntare l'avversario e restare impassibile e freddo, come una lama di acciaio che penetra le piume dell'adesso piccolo kiwi, per 5 lunghi secondi. Se l'americano muovesee il timone sarebbe un cambiamento di rotta, non consentito dal regolamento. Baird ci riesce e Barker si ritrova in trappola: non può più virare nè strambare. All'incrocio siamo in un classico mure a dritta/mure a sinistra. Butterworth sventola trionfante la bandiera come un figurante del Palio di Siena all'arrivo della contrada vincitrice. Gli umpire non hanno dubbi, né ce ne sono. Bandiera gialla. Penalità per Emirates Team New Zealand che nel trambusto si ritrova anche dietro di 12" in boa.

Uno schiaffo mortale. 100 metri di vantaggio per Alinghi che diventano 130. Sembra fatta. New Zealand attacca in continue strambate ma il vento consente una facile copertura e Butterworth non lascia un metro. Ma gli dei della vela hanno deciso che questa debba essere la più bella regata della storia della Coppa e si danno da fare. Eolo, chiamato in causa, si organizza per bene. Tutti stanno già pensando alle bottiglie di Moet Chandon da stappare, alle grigliate da organizzare, alle cerimonie da gestire. In pochi si accorgono che dalle parti della linea d'arrivo il vento se ne sta andando lasciando spazio a qualcosa di profondamemte diverso. Il vento ruota, diminuice. Accidenti, le bandiere sui gommoni e il fumo della nave da crociera (The World) lì vicino dicono che la prossima arietta verrà da NNE, ovvero più di 100° a sinistra rispetto alla precedente. Una beffa per Alinghi di dimensioni epiche. Ad avere gli occhi più aperti, questa volta, sono i kiwi, che tra l'altro sono posizionati al centro del campo, più vicini al nuovo vento (leggi vantaggio). Si stringe il vento con gli spinnaker al massimo, con i tangoni in carbonio che sfregano gli stralli. Su Team new Zealand si prepara e issa il genoa per risalire controvento. sembra l'arrivo di una regata a Trieste o in Tigullio invece siamo alla finale della Coppa America e in 100 metri ci si gioca tutto. Il vantaggio dei kiwi è buono, perchè su Alinghi, complice qualche problema al tangone, non si è ancora pensato di issare il genoa. Situazioner paradossale. NZL naviga ora mure a dritta verso l'arrivo e Alinghi è ferma con lo spinnaker che non porta più e sbatte e il genoa che non sale. Quando finalemente la vela va su e Alinghi riprende velocità siamo ormai in apnea.

NZL ha il problema della penalità. Normalmente la si esegue con un giro di 270° su se stessi, ovvero una strambata e una virata. Ora, dato che siamo su un lato di poppa e che Alinghi di strambate ne ha già eseguite 5 basta fare una virata e tornare sulle mure a dritta per tagliare il traguardo. La flotta di spettatori trattiene il fiato. Mentre Alinghi prega per riuscire a tagliare il traguardo senza dover virare con il genoa che a volte sventa ed Ed Baird che cerca di guadagnare ogni millimetro possibile al vento, i kiwi prendono la storica decisione: quando mancano una quarantina di metri all'arrivo virano, pagando la penalità e rivirano per andare a tagliare. Chissà, forse è un po' troppo presto, ma vorrei vedere noi in quella situazione, affogare in un mare d'incertezza con le mani che tremano sul timone. Ci siamo, conto alla rovescia. 30, 20, 10 metri all'arrivo.... Un solo secondo, diciamo 3 metri scarsi di differenza, sulla barca comitato va su la bandiera blu. Alinghi ha vinto la regata, la quinta. Alinghi ha rivinto la Coppa America.

Questa che vi abbiamo raccontato secondo per secondo è la più bella regata che si sia mai vista in questa competizione. Applausi per tutti. L'emozione è tale, e la fatica anche, che quasi non c'è la mente lucida per festeggiare come si dovrebbe con tuffi in mare e tanti abracci. Questi si vedranno alla festa che Alinghi ha organizzato per questa sera. Per ora basti dire che i 40.000 spettatori nel Port America's Cup riservano, durante la premiazione, un'ovazione ai due contendenti. Ernesto Bertarelli, 76esimo uomo più ricco del mondo, a 41 anni, alza per la seconda volta al cielo la Coppa America.

Regata 1 (vento 13/75° - 10/70° - 13/75°)
Alinghi SUI 100 batte Emirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'35"

Regata 2 (vento 10/110° - 9/113° - 10/105° - 10/110° - 11/103°)
Emirates Team New Zealand NZL 92 batte Alinghi SUI 100 delta 0'28"

Regata 3 (vento 9/105° - 7/122° - 9/125° - 6/100° - 7/100°)
Emirates Team New Zealand NZL 92 batte Alinghi SUI 100 delta 0'25"

Regata 4 (vento 9/75° - 9/72° - 9/75° - 9/65°)
Alinghi SUI 100 batte Emirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'30"

Regata 5 (vento 14/125° - 15/125° - 14/115° - 15/125°)
Alinghi SUI 100 batte Emirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'19"

Regata 6 (vento 10/115° - 7/105° - 8/110° - 8/115° - 7/110°)
Alinghi SUI 100 batte Emirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'28"

Regata 7 (vento 16/140° - 15/142° - 16/135° - 14/145° - 6/20°)
Alinghi SUI 100 batte Emirates Team New Zealand NZL 92 delta 0'01"

Partenza NZL/SUI 0'00"
Bolina 1 SUI 0'07"
Poppa 1 NZL 0'14"
Bolina 2 SUI 0'12"
Arrivo SUI 0'01"

Alinghi vince la serie per 5 a 2, conservando quindi la Coppa America alla Societe Nautique de Geneve (Svizzera). Dopo averla vinta del 2003 in Nuova Zelanda, Alinghi quindi difende con successo la Coppa che resterà quindi ancora in Mediterraneo.

Il futuro e le critiche di Coutts
Ernesto Bertarelli, dopo la premiazione, ha annunciato che giovedì 5 luglio sarà organizzata la conferenza stampa per annunciare il nuovo formato (compresi gli eventuali cambiamenti alle barche) della competizione, con il protocollo redatto insieme al nuovo challenger of record Desafìo Español che, appena conclusa la regata, ha lanciato la nuova sfida per la XXXIII Coppa. Domani pomeriggio Alinghi aprirà la base alla stampa per un incontro, che seguirà la notte di follie.

Molto probabilmente si resterà a Valencia nel 2009 e alcuni cambiamenti alla classe saranno apportati. Molta curiosità sul formato dell'evento e sul vela mercato che in queste ore si sta scatenando con tutti che parlano con tutti. Il re è Russell Coutts, il grande assente che, arggiunto al telefono da Peter Mongomery, il decano dei giornalisti velici neozelandesi, ha avuto parole critiche sulla condotta di regata da parte dei suoi connazionali, secondo lui colpevoli di almeno 2-3 errori (la virata sottovento nella prima bolina e la penalità) che sono costati carissimi. 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 19 marzo 2008 15:32 )