Fonte: farevela.net
Valencia, Spagna- (ore 11:30) Assorbita l'emozione per la stupenda regata di ieri, il 5 a 2 con cui Alinghi ha superato Emirates Team New Zealand per un solo secondo, l'attenzione generale si sposta ora sul futuro della manifestazione. Ernesto Bertarelli ha annunciato ieri in conferenza stampa che alle 12 di domani, 5 luglio, sarà annunciato il protocollo della XXXIII Coppa America. Conosceremo, quindi, i dettagli di quanto già deciso dal defender con il nuovo challenger of record, il sindacato di casa Desafìo Español che ha lanciato la nuova sfida appena conclusa la regata di ieri: formato dell'evento, tipo di barche adottate (probabile un aggiornamento della formula con miglioramento delle prestazioni specialmente nei lati di poppa) ed, eventualmente, anche la sede. Anche se questo annuncio non dovesse essere fatto, pare probabile che la sede sarà ancora Valencia. Il pressing diplomatico della città valenciana è evidente. Ieri, sul palco della premiazione, f acevano bella mostra di sè la "alcaldesa", il sindaco Rita Barberà, e il Presidente della Generalitat Valenciana (il goverso regionale) Francisco Camps. A meno di offerte economiche notevoli dell'ultimo momento da altre città candidate, Valencia resterebbe quindi in pole position. La metafora automobilistica è giustificata dal fatto che la Coppa America dovrebbe coesistere con il Gran Premio di Formula Uno, che la città del levante spagnolo organizzerà dal 2008 al 2014.
Oggi pomeriggio, Alinghi apre le porte alla stampa per un incontro con
i velisti, reduci dalla notte di festeggiamenti (un po' contenuti in
verità, in perfetto stile elvetico) che è seguita alla vittoria di
ieri. Le dichiarazioni del dopo regata sono state riassunte nella
conferenza stampa seguita alla premiazione, tenutasi nel pontone presso
il Veles e Vents un'ora dopo la conclusione da infarto della regata,
con un solo secondo di differenza tra i due magnifici contendenti.
Le dichiarazioni
Lo skipper Brad Butterworth, nella dichiarazione ufficiale alla stampa,
ha detto che: "Questo è un giorno meraviglioso per Alinghi, vincere
l'America's Cup di nuovo dopo quattro anni è stato davvero difficile!
L'equipaggio, i progettisti e tutto il team hanno lavorato in un modo
incredibile nel corso di il periodo dal 2003 ad oggi. Abbiamo
incontrato il challenger più forte e abbiamo vinto. Celebreremo la
vittoria stanotte".
Al di là dell'ufficialità, nella conferenza stampa con i media
Butterworth non ha risparmiato le sue consuete battute, ostinandosi a
rispondere, anche dopo l'equilibrio in termini di velocità in questa
finale, che ritiene che la Coppa America sia ancora una sfida di
progettazione. "La cosa più importante di questa regata - ha detto lo
skipper di Alinghi con il suo beffardo sorriso che, insieme ai capelli
sempre più bianchi, lo fa sempre più assomigliare a un incrocio tra
Sean Connery e George Clooney - è stato il secondo di vantaggio che
abbiamo avuto alla fine. La partenza è stata difficile per noi, con
loro molto aggressivi, l'azione si è poi spostata sulla destra e siamo
riusciti a partire abbastanza bene. Loro non sono mai riusciti a
incrociare e questa è stata la chiave della bolina".
Per il Presidente del sindacato Ernesto Bertarelli, che a soli 41 anni
è già riuscito ad alzare al cielo per due volte la Coppa
America,"Questa è una vittoria più grande e più bella di quella del
2003. Vincere da defender è stato più difficile. Ho imparato più sulla
Coppa America negli ultimi 10 giorni che nei 7 anni precedenti. Alinghi
è una grande esperienza, lavorare con persone fantastiche. Ringrazio
tutti, da Brad Butterworth a Ed Baird."
Sul palco c'erano anche Ed Baird, il timoniere, il navigatore Juan
Vila, sicuramente il più commosso di tutti visto che è il primo
spagnolo a vincere la Coppa America, e Jochen Schuemann, il direttore
sportivo del team che, però, è già apparso lontano da Alinghi, a cui si
è riferito usando il "voi" al posto del "noi". Il futuro del 3 volte
oro olimpico sembra sempre più con il rafforzato sindacato tedesco.
Bertarelli ha poi parlato di cosa significa vincere per la Svizzera.
Oltre a festeggiamenti contenuti (ma questo lo osserviamo noi)
significa che "Alinghi è un po' come la Svizzera, che è un piccolo
paese nel cuore dell'Europa, aperto agli stranieri, multiculturale, che
guarda sempre avanti, è innovativo. Alinghi è un po' così, pronto ad
accogliere chi ha l'apertura mentale per andare sempre avanti". Ciò,
tradotto, significa che Alinghi non si ferma qui e continuarà nella
strada di rinnovamento iniziata con i cambiamenti al formato della
Coppa America. Domani, come detto, sapremo le prime novità.
Spazio in conferenza stampa anche per Lorenzo Mazza e Francesco
Rapetti, i due italiani dell'equipaggio titolare di SUI 100 (il terzo
Claudio Celon, era su SUI 91), ringraziati personalmente da
Butterworth, che ha aggiunto di considerare questa "Come la più bella
delle Coppe che ho vinto (nel 1995 e nel 2000 con Team New Zealand, nel
2003 con Alinghi, Ndr), perchè questo evento sta diventando sempre più
grande e perchè difenderla in Europa è stato magnifico". Bertarelli ha
poi risposto alla domanda su Valencia, considerata come "perfetta scena
per questo evento. Non ricordo una finale così equilibrata". Sul palco
non c'era nessuno di Emirates Team New Zealand e la presenza kiwi, pur
fondamentale per lo spettacolo di questa indimenticabile finale, è
stata un po' nascosta anche nella cerimonia di premiazione. Un rispetto
alla tradizione del "non c'è secondo"? Team New Zealand si è ritrovato
nella sua base dove ha organizzato una festa a cui hanno partecipato i
molti ki wi presenti a Valencia, che personalmente sembrano aver vinto
la sfida del tifo con i pari ruolo svizzeri.
A parlare con la stampa italiana è stato Francesco Rapetti,
portofinese, uomo d'albero e comandante di SUI 100, che vanta da ierii
n bacheca due Coppe. "Vincere da defender è stata davvero dura. New
Zealand è stato fortissimo, senza punti deboli. Non dimentichiamo che
ci siamo trovati sull'1 a 2 e siamo riusciti a concentrarci e a
riprendere le redini del gioco".
Rapetti è sembrato lasciare una porta aperta a un rinnovamento di
queste barche. "Mi aspetto - ha detto - che si corra la prossima Coppa
con un'altra barca, è una mia speranza perchè la classe ACC è arrivata
un po' al capolinea. I margini di progettazione sono ormai esplorati e
siamo quasi al monotipo. La Coppa America deve essere, come è sempre
stata, una sfida di design. Bisognerebbe passare a un altro livello.
Sulla campagna di Alinghi e sul fatto di non essere più l'unico
italiano ad aver vinto la Coppa, Rapetti ha detto "Fortunatamente non
lo sono più. Ho portato Lorenzo Mazza e Claudio Celon, ho anche cercato
di portare altri italiani ma non c'è stata la possibilità. Il patatrac
del 2004 con la partenza di Russell Coutts ci ha destabilizzato per
alcuni mesi. Poi ci siamo concentrati e si è creato un gruppo davvero
potente. Con Ed Baird abbiamo avuto bisogno di tempo per costruire il
necessario affiatamento ma alla fine tutto ha funzionato benissimo.
Credo che alla fine di tutto questo parlare Brad Butterworth resterà
con Alinghi, le cose comunque evolvono e ci sarà bisogno solo di
piccoli cambiamenti".
La Coppa è finita, quindi. Alinghi l'ha (ri)vinta con merito. Una
finale splendida, con il migliore degli sfidanti. A decidere sono stati
singoli episodi visto che alla fine la velocità di SUI 100 e NZL 92 è
stata incredibilmente simile. I neozelandesi hanno attaccato e sono
quasi sempre stati i protagonisti della prima bolina, ma Alinghi è
riuscita a restare concentrata e a non commettere errori nei momenti
decisivi di tutte e 5 le sue vittorie. Un applauso, quindi, al
defendere e al challenger per una finale che sarà ricordata come la più
eccitante della storia recente del più antico Trofeo dello sport.
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